Che si consumi all’interno di un negozio (punto vendita) o comodamente seduti in casa con un semplice click il risultato non cambia: siete caduti anche voi nel fantastico ( per chi lavora nel marketing sicuramente lo è!) mondo degli acquisti di impulso!

Che cos’è un acquisto di impulso?

ologramma-consumatore-geekAvete presente quando entrate nel centro commerciale di turno con in testa il nulla più totale, zero, tabula rasa e ne uscite pieni di pacchi come se il mondo dovesse finire domani?
Ecco quel momento preciso che intercorre tra il tabula rasa e la fine del mondo è proprio l’attimo in cui siamo fottuti!
Per acquisto d’impulso si intende quella irrefrenabile voglia che ci assale quando, entrati in un negozio, vediamo un oggetto e proviamo un desiderio fortissimo di possederlo, non importa a quale condizione!
Alla base di questo tipo di acquisti c’è la gratificazione immediata che ne deriva.
Circa il 50% degli acquisti avviene proprio in questo modo, potremmo dire con un vero e proprio colpo di fulmine.
L’acquisto d’impulso è la linea di partenza che ci conduce dritti dritti allo shopping compulsivo, shopping compulsivo che risponde alla stessa dinamica di gratificazione e costruzione identitaria già citata.
E sino a qui, direte voi, che c’è di male? Tutto nella norma.
O no?!A chi ha mai fatto male infondo levarsi qualche sfizio?!
Ebbene sì, ancora non si è da 118.
Ma qual è il limite superato il quale iniziare a spaventarsi?
È presto detto: quando perdiamo il controllo sul nostro impulso a comprare la situazione sta degenerando e rientriamo dunque a tutti gli effetti in quello che in gergo viene definito “comportamento patologico”.
Questo sconfinare è legato a diversi fattori e ci porta ad individuare una classe di soggetti più predisposti di altri: i cosidetti “Sensation seeker” – letteralmente cercatori di emozioni, quei soggetti con una soglia di annoiabilità più bassa degli altri e per questo alla continua ricerca di stimolazioni sensoriali nuove, diverse, forti.
Spesso la società odierna, considerata sempre più una società del no- limits, viene  accusata di stimolare questo comportamento.
Che sia quel tablet che volevamo da tanto o quel vestito alla moda, tutto è lecito un attimo prima di diventare cercatori di emozioni!